fbpx

Tra diritti e guadagni - La vita dell’artista moderno

Tra diritti e guadagni La vita dell’artista moderno

"Proteggiamo chi ci fa immaginare"

Le importanti innovazioni dello scorso secolo, tra i numerosi settori che hanno travolto, non hanno risparmiato quello del mercato musicale: dal disco in vinile, della metà degli anni quaranta, allo Stereo 8, per poi passare alla musicassetta, fino ad arrivare al compact disc (CD audio) che, per più di un decennio, non ha avuto rivali; l’avvento di Internet e del digitale ha rappresentato però la vera rivoluzione: lo streaming è ormai diventata la principale fonte di guadagno, grazie ai servizi in abbonamento e alla possibilità di download. 

E’ così che, anno dopo anno, insieme alle piattaforme digitali, da Napster a iTunes, sono aumentati i loro investimenti e ricavi, ma gli artisti? Rilevante il caso di Spotify, il colosso mondiale che permette di accedere a migliaia di brani, podcast e video, ma che non tutela del tutto gli artisti che lo scelgono: per ogni singolo ascoltato, paga 0,0043 $ (circa 65-70% sul totale dei flussi del suo servizio), quindi per 1000 ascolti 4,30 $, una miseria se si pensa ai costi di produzione di un brano e al fatto che ora lo streaming sia l’unica fonte di guadagno per i musicisti, data l’attuale impossibilità di diffusione live; tra le proposte nate durante discussioni social e non solo, quella di aumentare il prezzo dell’abbonamento Premium Standard, sembrerebbe l’unica che Spotify potrebbe prendere in considerazione, ma, a detta del suo amministratore delegato Daniel Ek, solo quando l’economia migliorerà, quindi, di fatto, la questione ad oggi rimane irrisolta. 

Nell’ambito nazionale invece, durante i mesi di lockdown, a tutela dei diritti d’autore, si è mosso Giulio Rapetti Mogol, il presidente della SIAE che, in una lettera aperta (rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo e  al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri), ha chiesto l’attuazione della Direttiva sul Copyright, che contiene norme fondamentali come l’equa remunerazione dei giornalisti, degli autori e degli artisti per il loro lavoro; in nome della battaglia in difesa della cultura e della creatività, è nata anche una petizione: gli artisti devono avere la possibilità di vivere del loro lavoro.

Ha ragione Mogol quando afferma “Loro hanno i miliardi, noi abbiamo ragione”: la cultura (musica, arte, spettacolo) alimenta la nostra quotidianità, ma senza diritti e guadagni, gli artisti non produrranno più, impegniamoci a tutelarli!

Elena Palluzzi 07-06-2020

FIRMA LA PETIZIONE DELLA SIAE

ALTRI ARTICOLI